Rosanna Rossi

Mostra

ARCIPELAGHI. Opere 1995-1996

22-11-1996 30-11-1996

Cagliari

Scalette Santa Teresa, 2


galleria privata
Raku di Maria Cristina Di Martino

Lea Vergine

ARCIPELAGHI “Anemoni di mare” e “Mare di ferro”, realizzati con pagliette d’acciaio, sono gli ossimori ultimi cui ha lavorato Rosanna Rossi. L’ossimoro - dal greco oxymoros, acuto sotto sembianze di illogicità - è, come sappiamo, una figura retorica, un’antitesi nella quale si accostano parole e concetti di senso opposto che sembrano escludersi l’un l’altro. L’acciaio per esempio è temperato in modo da essere il più rigido dei ferri e qui è disacciaiato, reso duttile e tenero e morbido dall’uso della “paglietta”. L’anemone è una pianta perenne (qui però è un’attinia) che simboleggia l’abbandono, il fluire, nel senso di darsi in balìa di un affetto o sentimento. E così via... Lavorare con le mani, oggi, è un atto di umiltà perversa. Rossi, con l’alacrità continua delle mani e del cervello, con un mite furore tutto di testa, pratica il bricolage intellettuale di chi non è pago dell’ambiente com’è e sogna di cambiarlo. Rifare il mare, e i suoi anemoni, è voler rifare il mondo. Anarchica e utopizzante Rossi. Quindi infantile, irritante, testarda. Come ogni artista inventa - tutto è stato inventato e tutto si reinventa - oggetti dal senso anche totemico per spettatori improbabili o impossibili. Talvolta presuppone anche l’assenza di spettatori. Certo, imperfetto, è il colloquio di chi inventa con i contemporanei... il “mare di ferro” può essere inintelligibile a molti perché allude a eventi accaduti tra due secoli. Lea Vergine

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